Manca solo la mia opinione su Google+

Come ormai anche i muri avranno capito da pochi giorni è attivo il nuovo social coso di Google. Come saprete, con poca fantasia, è stato chiamato google+ (si legge googleplus)
Ne sono state dette già tante su questo nuovo strumento che secondo alcuni riuscirà addirittura a fare piazza pulita di facebook ecc ecc.
Penso che farsi un idea precisa in così poco tempo sia praticamente impossibile ma questo non vuol dire però che il primo impatto non abbia lasciato il segno.
Non mi interessa fare nessuna analisi tecnica anche perchè c’è gente molto più competente di me che lo fa già egregiamente. Volevo solo condividere alcune osservazioni.
Appena entrati ci si ritrova davanti ad un interfaccia molto pulita e leggera che però ha ancora qualche punto “debole” sopratutto in termini di usabilità; sarebbe strano se non fosse cosi visto il poco tempo passato dal giorno del lancio. A differenza del carattere generalista di Facebook la prima cosa che si nota e la possibilità di targhettizare e differenziare le proprie comunicazioni, indirizzandole verso “cerchie” (ma chi ha scelto questi nomi?) di amici/conoscenti/parenti/colleghi.

L’intento è probabilmente quello di trasferire a livello virtuale l’approccio che abbiamo tutti i giorni nelle nostre comunicazioni.

Non da uno a tutti ma da uno a chi decido io

Qualcuno ha sottolineato la somiglianza con le room di Friendfeed, in realtà la differenza sta (secondo me) nel fatto che con google+ il “potere” passa nelle mani di chi scrive…che puo decidere a chi rivolgersi…mentre perde potere chi legge, che invece vive in modo più passivo la comunicazione.

Dopo un paio di giorni di utilizzo l’unica cosa di cui ho sentito veramente la mancanza è stata l’integrazione con gli altri social, sopratutto Twitter.
Al di là di queste considerazioni affrettate bisogna ancora aspettare per dare un responso oggettivo.

Vedremo con il tempo come e dove si collocherà questo nuovo social ed il successo che avrà ma di certo essere targato Google, dopo Wave e Buzz, non è un buon presupposto per un futuro roseo ma tant’è…

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